Lucia Bonelli

Sogna e lascia vivere

Meraviglioso Montalbano – Quando la televisione diventa sublime

il-giovane-montalbanoIeri sera Rai 1 ha trasmesso l’ultima puntata della seconda stagione de Il Giovane Montalbano. Una puntata emozionante che ha regalato ai telespettatori uno squarcio emozionante di una Sicilia che nel maggio del 1992 conosceva il terrore dell’attentato al giudice Giovanni Falcone. Un Michele Riondino interprete magistrale padrone di un’espressione e di una gestualità che quasi non necessitano dell’uso della parola. Il Giovane Montalbano, antefatto delle vicende del classico Il Commissario Montalbano ha osato là dove era impresa difficile essere paragonati a una delle serie che la Rai annovera fra i suoi più grandi successi

Ebbene il risultato è stato un crescendo, una poesia dove niente è stato lasciato al caso. Ti sembrava di esserci, di sentire l’odore di zagara o il sale sulla pelle dopo le mareggiate a Marinella. Un dipinto animato che dalla casa editrice Sellerio, dalle mani di Andrea Camilleri e Francesco Bruni hanno lasciato in pellicola un ricordo da portare nel cuore. Il tutto sottolineato da una colonna sonora avvolgente che in questi giorni ha risvegliato la curiosità di molti di quei telespettatori che su you tube hanno cercato e condiviso, fra le altre, Lu jornu ca cantavanu li manu di Olivia Sellerio

Niente è stato lasciato al caso, accogliendo telespettatori di tutta italia sul divano di quella terra di Sicilia così dolce, amara e insostituibile. La terra che fa paura e attrae. La terra che vende la tristezza degli abitanti a cui non dà lavoro, ma che come la ninfa più suadente, libera un’eco che richiama alla propria origine. Alessio Vassallo nei panni di Mimi Augello ha regalato ai telespettatori risate e commozione per un’amicizia che riesce a non scadere nella banalità. Un’amicizia in cui ognuno resta se stesso esattamente consapevole di ciò che lo rende completamente diverso dall’altro, ma con quel sottobosco di affetto che è fatto di stima reciproca e di quel tacito “Io ci sono”Beniamino Marcone perfetto nel ruolo del giovane Giuseppe Fazio fidato al fianco di Montalbano che non perde occasione per ricordagli che forse il Commissariato senza di lui non sarebbe davvero più stata la stessa cosa. E poi c’è Sarah Felberbaum nei panni della sicura e delicata Livia Burlando che dà voce al nord, a Genova, svelandoci la calma passione di un amore che sembra silenzioso, ma che diventa prepotente in un cuore che si rende consapevole di non poterne fare a meno. Una serie da non perdere per il gusto curato di ogni dettaglio, ogni interprete, ogni comparsa e tutti quelli che sono alle spalle della telecamera. Le luci, gli sceneggiatori, gli scrittori, i truccatori, tutti, nessuno escluso

In una delle ultime scene Salvo Montalbano vede in televisione uno spezzone reale  in cui si assiste allo scontro fra colui che sarebbe diventato il Presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro e il giudice Giovanni Falcone

Il Mandolino del Capitano Corelli – Video sul significato dell’amore

Quando si accende l’amore è una pazzia temporanea. L’amore scoppia come un terremoto e in seguito si placa e quando si è placato bisogna prendere una decisione, bisogna riuscire a capire se le nostre radici sono così inestricabilmente intrecciate che è inconcepibile il solo pensiero di separarle. Perché questo è… l’amore è questo. L’amore non è turbamento, non è eccitazione, non è il desiderio di accoppiarsi ogni istante della giornata, non è restare svegli alla notte immaginando che lui sia lì a baciare ogni parte del tuo corpo. Non arrossire, ti sto dicendo delle verità. Questo è semplicemente essere innamorati e chiunque può facilmente convincersi di esserlo. L’amore è invece… è quello che resta nel fuoco quando l’innamoramento si è consumato. Non sembra una cosa molto eccitante, vero? Ma lo è. Tu credi di poter anche solo immaginare che arriverai a provare questo per il Capitano Corelli?

Il Mandolino del Capitano Corelli

Nuovo Cinema Paradiso La storia del soldato e della principessa

Una volta un re fece una festa e c’erano le principesse più belle del regno. Ma un soldato che faceva la guardia vide passare la figlia del re. Era la più bella di tutte e se ne innamorò subito. Ma che poteva fare un povero soldato a paragone con la figlia del re! Basta! Finalmente, un giorno riuscì a incontrarla e ce disse che non poteva più vivere senza di lei. E la principessa fu così impressionata del suo forte sentimento che ci disse al soldato: “Se saprai aspettare cento giorni e cento notti sotto il mio balcone, alla fine, io sarò tua!”
Minchia, subito il soldato se ne andò là e aspettò un giorno, due giorni e dieci e poi venti. Ogni sera la principessa controllava dalla finestra ma quello non si muoveva mai. Con la pioggia, con il vento, con la neve era sempre là. Gli uccelli ci cacavano in testa e le api se lo mangiavano vivo ma lui non si muoveva. Dopo novanta notti era diventato tutto secco, bianco e ci scendevano le lacrime dagli occhi e non poteva trattenerle ché non aveva più la forza manco per dormire… mentre la principessa sempre che lo guardava. E arrivati alla novantanovesima notte il soldato si alzò, si prese la sedia e se ne andò via

Nuovo Cinema Paradiso

I miei libri

I miei libri

Lucia Bonelli (bocilla)

Da quando l’universo ha preso forma le domande dell’uomo sono rimaste le stesse. Dolore e paura, ansia e gioia, forza e debolezza; tutto insieme, tutto quello che ci dà il nome di 'uomini'. Eppure sentiamo di essere qualcosa di talmente complesso, da non poter essere compresi. Poi un giorno apriamo un libro e troviamo una frase, una parola, una poesia, che sembrano elevarsi da un posto sconosciuto fino a noi, come a dirci: “Anch’io sono come te”. Ho capito che la consapevolezza che non siamo soli, ci dà la forza per riconoscere la nostra individualità. Il tutto per il niente, il niente per il tutto… sembra un controsenso, ma nella vita si comincia a vivere solo quando si assapora davvero qualcosa e non riusciamo mai ad assaporare qualcosa se non ne conosciamo l’esatto contrario. È per questo che ho iniziato a scrivere, per sentirmi parte di questo tutto, tanti anni fa. Poi mi sono fermata perchè credevo che per dire qualcosa agli altri si dovesse essere esemplari, perfetti, unici, ma non è così. Un giorno ho letto uno scritto del Manzoni, che parlava proprio di questo. Da allora ho capito che quando cerchiamo di dare coraggio a qualcuno, anche se non l’abbiamo, è coraggio che possiamo dare, poi, poco a poco, cominceremo ad averne anche noi. La bellezza della vita sta nell’essere se stessi, pregi, difetti, percorsi e destini. Poca importanza hanno le persone che ostacolano il nostro cammino, poichè sempre dovremo ricordare che chi si occupa della vita degli altri è chi non ha trovato ancora piacere nella propria. Ma su questo sito c’è posto anche per loro. Non importa la strada che percorriamo. La strada è la meta. Vi auguro buona navigazione, ma fate attenzione: le parole sono solo parole se non le ascoltate con il cuore

Lucia Bonelli, detta Bocilla

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