Lucia Bonelli

Sogna e lascia vivere

Pietro Nenni – 9 febbraio 2016

Il 9 febbraio nasceva a 1891 nasceva a Faenza Pietro Nenni. Il politico italiano, colonna portante del Partito Socialista Italiano, si distinse in ogni momento della sua vita per il temperamento ribelle, che non taceva la voce di un pensiero perPietro_Nenni2sonale su ogni cosa. La ricerca del giusto si fece strada già dai tempi in cui, a causa della morte del padre, fu chiuso nell’orfanotrofio Maschi Opera Pia Cattani destando malumori per le scritte lasciate nei corridoi in cui esprimeva il suo sostegno all’anarchico Gaetano Bresci, che il 29 luglio del 1900 aveva attentano fatalmente alla vita di Umberto I di Savoia. Il giovane Nenni riuscì a trovare impiego in una fabbrica di ceramiche, ma l’incarico non durò molto. Egli fu infatti licenziato per avere partecipato a uno sciopero di agricoltori, evento che comportò anche l’espulsione dall’orfanotrofio.

Definito dai più, un giornalista pacifista, Nennì aderì al Partito Repubblicano Italiano partecipando alle proteste contro la guerra italo – turca e dividendo un periodo di prigionia con Benito Mussolini.

Interviste A colloquio con Pietro Nenni - Cinecittà Luce

Storicamente da non dimenticare è l’anno 1919, durante il quale Pietro Nenni fondò il primo Fascio di Combattimento di Bologna. Risale al 1921 invece, l’abbandono del Partito Repubblicano per aderire al Partito Socialista Italiano, in un momento politico delicato che vedeva la scissione tra comunisti e socialisti.

Il suo schieramento gli comportò la persecuzione dal regime mussoliniano, soprattutto dopo il 1926, anno in cui fondò il settimanale Il Quarto Stato. La sua precaria situazione politica lo portò all’esilio in Francia proprio nel momento in cui in Italia il movimento fascista sostenuto dall’appoggio della monarchia, sopprimeva tutti i movimenti di opposizione, sopprimendo quindi il Partito Socialista Italiano.

Nenni non tradì mai le sue convinzioni politiche, ricoprendo la carica di segretario per quattordici anni, fino al 1945. Fu confinato a Ponza, ma alla caduta di Mussolini fu liberato e insieme a Sandro Pertini e Giuseppe Saragat diede vita al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria.

Disse di lui Oriana Fallaci: “Sarebbe stato uno splendido presidente della Repubblica, e ci avrebbe fat2to bene averlo al Quirinale. Ma non glielo permisero, non ce lo permisero. I suoi amici prima ancora dei suoi nemici”

“Senza democrazia e senza libertà tutto si avvilisce, tutto si corrompe, anche le istituzioni sorte dalle rivoluzioni proletarie, anche la trasformazione, da privata a sociale, della proprietà dei mezzi di produzione e di scambio che dell’economia socialista è pur sempre la condizione principale, ma nell’etica socialista è pur sempre il mezzo e non il fine, il fine essendo la liberazione dell’uomo da ogni forma di oppressione e di sfruttamento”
Pietro Nenni, Mondo Operaio, 1955

pietro nenni 125 anni
Targa sulla casa natale di Pietro Nenni in occasione dei 125 anni dalla nascita – Foto tratta da http://www.faenzanotizie.it/articoli/2016/02/07/deposta-una-targa-sulla-casa-natale-di-pietro-nenni.html

Un Amore Sublime – Bright Star La Fulgida Stella di John Keats

locandinaBrightHo passato gran parte della mia vita a fuggire da film che non avessero il lieto fine, ma a discapito del destino e del tempo, c’è stato un giorno in cui ho conosciuto le poesie di John Keats e da quel giorno una piccola parte di me è appartenuta a quell’universo, così fragile ed etereo, rappresentato dalla vita di Keats e dal microcosmo del suo sentire. Una penna sottile come un fiume quasi prosciugato, che riesce tuttavia a straripare in un mare che dà vita all’infinito che tratteneva in sè. Il film Bight Star è ambientato tra il 1818 al 1821. Sembrerebbero pochi anni, tuttavia lo spettatore arriverà alla fine del film con l’assoluta convinzione che un tempo così breve nel suo essere sublime non sarebbe barattabile con un’intera vita di attese. Conoscere il grande amore, sentire  l’arte che hai nel cuore che trova finalmente la fonte di maggiore ispirazione, la sua musa, tanto da essere certo che nessun’altra strada sia possibile, tanto da essere certo che ogni tormentata domanda senza risposta, da quel momento in poi sarà più leggera da tenere nel cuore. Due protagonisti semplici, così puri tanto da regalare a quella semplicità un respiro infinito. Ed è lo stesso respiro che vi darà coraggio, che vi aiuterà a credere, a sperare, a sapere per certo che mai nella vita bisognerà barattare la dignità di un sentimento, con la comodità di condizioni di comodo che nulla hanno a che vedere con il cuore. Ed è lì che io vi invito, a immergevi  nelle campagne intorno a Londra, dove muove l’inizio di questa pellicola straordinaria. Lo spettatore conosce la figura della giovane Fanny Brawne primogenita di una famiglia benestante. Diversamente dalle su2e coetanee, Fanny vede il mondo a modo suo disegnando abiti che riesce a cucire e a indossare sfidando i costumi del tempo. Vicini di casa dei Brawne sono Charles Brown, facoltoso poeta, e il giovane e povero John Keats, amico e ospite di Brown. Il giovane poeta non ha famiglia e l’unico fratello rimasto in vita è gravemente malato di tisi. John Keats conoscerà Fanny e resterà attratto dalla natura forte e allo stesso tempo delicata di una donna tanto brillante da diventare la sua Fulgida Stella. La giovane ragazza ricambia l’interesse del poeta, cadendo in un amore che, dapprima sospirato come il sospetto di un tumulto, trova costante nutrimento nella poesia e nella sublime alchimia che legherà i due protagonisti per sempre.  Affascinata 3da quel modo di sentire il mondo, Fanny decide di prendere lezioni di poesia direttamente da Keats.
Un tumulto di eventi, dalla morte del fratello di Keats fino all’aggravarsi delle condizioni dello stesso, porteranno i due protagonisti alla consapevolezza che pur distanti, l’amore non cessa di nutrirli e, al contrario, li ubriaca di una mancanza che dà a entrambi un tormento, che può essere placato solo dalla presenza. “Quando non mi dà sue notizie è come se fossi morta, è come se l’aria mi venisse risucchiata dai polmoni e mi sento desolata, mentre quando ricevo una lettera so che il nostro mondo è vero.. è il solo di cui m’importi”

In conclusione non potrei scrivere niente che superi in bellezza la visione del film. Mi sento tuttavia di dirvi un’ultima cosa, quello che credo voglia lasciarci questa storia… un’unica e sola consapevolezza: tenete stretti i ricordi del cuore e sognatene di nuovi, poichè la delicatezza del sublime vince tutto resto, regalandoci l’incanto di avere un senso in questa vita. Non siamo null’altro che ciò che abbiamo nel cuore

I miei libri

I miei libri

Lucia Bonelli (bocilla)

Da quando l’universo ha preso forma le domande dell’uomo sono rimaste le stesse. Dolore e paura, ansia e gioia, forza e debolezza; tutto insieme, tutto quello che ci dà il nome di 'uomini'. Eppure sentiamo di essere qualcosa di talmente complesso, da non poter essere compresi. Poi un giorno apriamo un libro e troviamo una frase, una parola, una poesia, che sembrano elevarsi da un posto sconosciuto fino a noi, come a dirci: “Anch’io sono come te”. Ho capito che la consapevolezza che non siamo soli, ci dà la forza per riconoscere la nostra individualità. Il tutto per il niente, il niente per il tutto… sembra un controsenso, ma nella vita si comincia a vivere solo quando si assapora davvero qualcosa e non riusciamo mai ad assaporare qualcosa se non ne conosciamo l’esatto contrario. È per questo che ho iniziato a scrivere, per sentirmi parte di questo tutto, tanti anni fa. Poi mi sono fermata perchè credevo che per dire qualcosa agli altri si dovesse essere esemplari, perfetti, unici, ma non è così. Un giorno ho letto uno scritto del Manzoni, che parlava proprio di questo. Da allora ho capito che quando cerchiamo di dare coraggio a qualcuno, anche se non l’abbiamo, è coraggio che possiamo dare, poi, poco a poco, cominceremo ad averne anche noi. La bellezza della vita sta nell’essere se stessi, pregi, difetti, percorsi e destini. Poca importanza hanno le persone che ostacolano il nostro cammino, poichè sempre dovremo ricordare che chi si occupa della vita degli altri è chi non ha trovato ancora piacere nella propria. Ma su questo sito c’è posto anche per loro. Non importa la strada che percorriamo. La strada è la meta. Vi auguro buona navigazione, ma fate attenzione: le parole sono solo parole se non le ascoltate con il cuore

Lucia Bonelli, detta Bocilla

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