Lucia Bonelli

Sogna e lascia vivere

Essere una squadra – Ogni maledetta domenica

al-pacinoSarà che oggi è il 1° maggio, quel 1° maggio che tanto dovrebbe significare in questa Italia dilaniata nella dignità di chi le nega il lavoro. Sarà che questo 1° maggio cade in una giorno chiamato domenica, un giorno che da sempre è il giorno sportivo, il giorno delle squadre, il giorno della famiglia, il giorno del gruppo. Ma chi è disposto a essere davvero parte di un gruppo? Chi ha chiaro il concetto che lottare per e in un gruppo significa lottare per se stessi? Chi non si tira indietro, se non quando è il piccolo quadrato della terra che calpesta a essere messo in discussione? Quando accadrà davvero che lotteremo con il cuore e con i denti per far sì che ogni singolo diritto non ci venga negato? Abbiamo spostato l’attenzione sul superfluo e per quel superfluo siamo disposti a tutto. Abbiamo sentito l’esigenza di dimenticarci chi siamo per cercare di essere come tutti gli altri, dimenticando tutto al mondo, tutto, soprattutto chi siamo nella nostra individualità, cosa vogliamo, in cosa crediamo. Quello che ci rendeva felici è diventato stupido e ci siamo sentiti obbligati a svenderci, a svendere persino il nostro modo di pensare. Chi è arrivato a farlo, si è davvero piegato a un comune modo di essere o ha semplicemente mostrato la sua vera natura? Per cosa? Chi ha fatto questa scelta, può davvero dirsi felice, oggi? O era più felice quando continuava a soffrire sognando, lottando, sperando? Abbiamo iniziato a dimenticare chi siamo, a barattare la nostra dignità con il piacere fine a se stesso, con il piacere effimero, la visibilità, l’amicizia di convenienza, l’amore a prezzo scontato, l’apparente mulino bianco che cela l’inquisizione silente di tanti piccoli peccatori. E poi? Dove siamo noi? Dov’è quella squadra?

Quella squadra non c’è. Quella squadra muore ogni volta che qualcuno lascia la propria terra e ne parla vergognandosene. Quella squadra muore ogni volta che chiamiamo vittoria la strana soddisfazione che proviamo segnando un solitario punto a nostro favore, nella convinzione di avere denigrato qualcun’altro che altri non è se non chi saremo noi, in un’altra partita, in un altro gioco, in un’altra gara in cui, continuando così, giocheremo con l’anima sporca e con l’anima sporca, si sa, non si vince mai davvero

Lascio la parola al discorso tratto dal film Ogni Maledetta Domenica:

“Non so cosa dirvi davvero non so cosa dirvi davvero
tre minuti alla nostra più difficile sfida professionale
tutto si decide oggi
ora noi…
o risorgiamo come squadra
o cederemo un centimetro alla volta
uno schema dopo l’altro fino alla disfatta
siamo all’inferno adesso signori miei
credetemi…
e possiamo rimanerci farci prendere a schiaffi
oppure aprirci la strada lottando verso la luce
possiamo scalare le pareti dell’inferno
un centimetro alla volta
io però non posso farlo per voi
sono troppo vecchio
mi guardo intorno vedo i vostri giovani volti
e penso…
certo che…
ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare
sì perchè io
ho sperperato tutti i miei soldi
che ci crediate o no
ho cacciato via
tutti quelli che mi volevano bene
e da qualche anno
mi dà anche fastidio la faccia che vedo nello specchio
sapete col tempo con l’età
tante cose ci vengono tolte
ma questo fa parte della vita
però tu lo impari
solo quando quelle cose le cominci a perdere
e scopri che la vita è un gioco di centimetri
e così è il football
perchè in entrambi questi giochi
la vita e il football
il margine d’errore è ridottissimo
capitelo
mezzo passo fatto un po’ in anticipo
o un po’ in ritardo
e voi non ce la fate
mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti
e mancate la presa
ma i centimetri che ci servono sono dappertutto
sono intorno a noi
ce ne sono in ogni break della partita
a ogni minuto
a ogni secondo
in questa squadra si combatte per un centimetro
in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi
e tutti quelli intorno a noi per un centimetro
ci difendiamo con le unghie e con i denti
per un centimetro
perchè sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri
il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta
la differenza fra vivere e morire
e voglio dirvi una cosa
in ogni scontro
è colui il quale è disposto a morire
che guadagnerà un centimetro
e io so che se potrò avere un esistenza appagante
sarà perchè sono disposto ancora a battermi e a morire
per quel centimetro
la nostra vita è tutta li
in questo consiste
e in quei 10 centimetri davanti alla faccia
ma io non posso obbligarvi a lottare
dovete guardare il compagno che avete accanto
guardarlo negli occhi
io scommetto che ci vedrete un uomo determinato
a guadagnare terreno con voi
che ci vedrete un uomo
che si sacrificherà volentieri per questa squadra
consapevole del fatto che quando sarà il momento
voi farete lo stesso per lui
questo è essere una squadra signori miei
perciò o noi risorgiamo adesso
come collettivo
o saremo annientati individualmente
è il football ragazzi
è tutto qui
allora
che cosa volete fare?

Ogni maledetta domenica si può vincere o perdere
l’importante è vincere o perdere da uomini

I miei libri

I miei libri

Lucia Bonelli (bocilla)

Da quando l’universo ha preso forma le domande dell’uomo sono rimaste le stesse. Dolore e paura, ansia e gioia, forza e debolezza; tutto insieme, tutto quello che ci dà il nome di 'uomini'. Eppure sentiamo di essere qualcosa di talmente complesso, da non poter essere compresi. Poi un giorno apriamo un libro e troviamo una frase, una parola, una poesia, che sembrano elevarsi da un posto sconosciuto fino a noi, come a dirci: “Anch’io sono come te”. Ho capito che la consapevolezza che non siamo soli, ci dà la forza per riconoscere la nostra individualità. Il tutto per il niente, il niente per il tutto… sembra un controsenso, ma nella vita si comincia a vivere solo quando si assapora davvero qualcosa e non riusciamo mai ad assaporare qualcosa se non ne conosciamo l’esatto contrario. È per questo che ho iniziato a scrivere, per sentirmi parte di questo tutto, tanti anni fa. Poi mi sono fermata perchè credevo che per dire qualcosa agli altri si dovesse essere esemplari, perfetti, unici, ma non è così. Un giorno ho letto uno scritto del Manzoni, che parlava proprio di questo. Da allora ho capito che quando cerchiamo di dare coraggio a qualcuno, anche se non l’abbiamo, è coraggio che possiamo dare, poi, poco a poco, cominceremo ad averne anche noi. La bellezza della vita sta nell’essere se stessi, pregi, difetti, percorsi e destini. Poca importanza hanno le persone che ostacolano il nostro cammino, poichè sempre dovremo ricordare che chi si occupa della vita degli altri è chi non ha trovato ancora piacere nella propria. Ma su questo sito c’è posto anche per loro. Non importa la strada che percorriamo. La strada è la meta. Vi auguro buona navigazione, ma fate attenzione: le parole sono solo parole se non le ascoltate con il cuore

Lucia Bonelli, detta Bocilla

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