Mai rinunciare alla verità

Ci siamo chiesti da millenni a cosa servisse la verità. Ci hanno insegnato che la verità ci rende liberi, che niente sarà mai più importate. Ma è davvero così? La verità a tutti i costi serve? Sì. Sempre. Non serve se aspettiamo qualcosa in cambio. Non serve se il proclamo della verità stessa è un atto con cui poniamo al mondo una domanda, aspettando una risposta. No, in quel caso la verità non serve e mai servirà. Il motivo? Semplice, presto detto. Se il mondo seguisse le regole della logica e della ragione, sarebbe un posto idilliaco, quasi di fantasia, assolutamente non reale. Siamo al mondo per combattere e la guerra peggiore che dobbiamo affrontare è quella con altri simili. Hanno invaso il mondo di rifiuti ideologici, hanno sottratto al mondo la fantasia, la gentilezza, la lealtà. Attenzione però. Questo non deve farci desistere dalla ricerca stessa della verità. Viaggio verso l’utopia? Forse sì o forse no. Chi l’ha detto che per essere giusti dobbiamo essere come gli altri? Chi l’ha detto che usare gli altri ci rende più furbi e ci aiuta a trovare il nostro posto nel mondo? Niente è più bello della leggerezza della verità. A nulla varrebbe sottolineare quanto pesante possa diventare la vita di chi ha usato con gli altri l’arma peggiore: la disonestà. A nulla servirebbe, perchè la vita stessa di chi è nato con questa inclinazione è la sua condanna. La sua gioia è in sè la sua pena peggiore. Dunque non smettiamo di credere che in mezzo al viscido strato di pelle malsana che gira su due piedi per il mondo, ci sia anche il bello, il vero, l’onesto. Se pensate che non sia giusto che dobbiate soffrire in nome di questa benedetta verità e di questa benedetta lealtà, siate modesti e consolatevi semplicemente considerando che non potete peccare di superiorità pensando dunque di essere gli unici. Così come esistete voi che al bene e alla verità credete, così esisteranno tante altre persone che esattamente come voi, ci crederanno, poichè non possiamo essere gli unici e soprattutto poichè in fondo il mondo è anche pieno di bene. E’ solo che il bene fa meno rumore. Il bene si concede a se stesso e spesso, in se stesso vive e si consuma tramandandosi silenzioso. Mi auguro dunque un futuro in cui il bene faccia più rumore, un futuro in cui si creda nell’onestà, nella gentilezza, nella tenerezza poichè essere giusti non significa essere deboli. A correo del mio post vi lascio il video del monologo finale di un film dedicato alla vita di Giulio Andreotti. Chi mi conosce sa come la penso, chi non mi conosce leggerà in questo sarcasmo l’indignazione per un paese che commemora le stesse persone che hanno silenziosamente contribuito alla fine di molte cose, come la vita. Indignatevi per la vergogna di un Paese che si genuflette quotidianamente perchè pensa che essere più furbo sia la decisione più semplice, perchè come scrivevano ne La Storia infinita “E’ più facile dominare chi non crede in niente ed è questo il modo più sicuro di conquistare il potere”. Continuate quindi a fare finta di niente, ma sappiate che il bene c’è, ed è molto, è grande, è forte, non soccombe e la cosa più bella è che mentre voi vi state stancando di lottare sconfitti dall’ingiustizia, il bene è la da qualche parte del mondo, sempre in viaggio, sempre in corsa, sempre pronto a ritornare

Ricordate sempre che il mondo è in battaglia spesso persino contro se stesso, ma c’è una chiave che apre la porta della sopravvivenza: avere coraggio ed essere gentili.  Non importa cosa riceverete in cambio. Il vostro riflesso allo specchio restituirà l’immagine della cosa più importante che non avrete perso, la coscienza di un’anima che non avrete svenduto all’ultimo dei mercati

 

“Livia, sono gli occhi tuoi pieni che mi hanno folgorato un pomeriggio andato al cimitero del Verano. Si passeggiava, io scelsi quel luogo singolare per chiederti in sposa – ti ricordi? Sì, lo so, ti ricordi. Gli occhi tuoi pieni e puliti e incantati non sapevano, non sanno e non sapranno, non hanno idea. Non hanno idea delle malefatte che il potere deve commettere per assicurare il benessere e lo sviluppo del Paese. Per troppi anni il potere sono stato io. La mostruosa, inconfessabile contraddizione: perpetuare il male per garantire il bene. La contraddizione mostruosa che fa di me un uomo cinico e indecifrabile anche per te, gli occhi tuoi pieni e puliti e incantati non sanno la responsabilità. La responsabilità diretta o indiretta per tutte le stragi avvenute in Italia dal 1969 al 1984, e che hanno avuto per la precisione 236 morti e 817 feriti. A tutti i familiari delle vittime io dico: sì, confesso. Confesso: è stata anche per mia colpa, per mia colpa, per mia grandissima colpa. Questo dico anche se non serve. Lo stragismo per destabilizzare il Paese, provocare terrore, per isolare le parti politiche estreme e rafforzare i partiti di Centro come la Democrazia Cristiana l’hanno definita “Strategia della Tensione” – sarebbe più corretto dire “Strategia della Sopravvivenza”. Roberto, Michele, Giorgio, Carlo Alberto, Giovanni, Mino, il caro Aldo, per vocazione o per necessità ma tutti irriducibili amanti della verità. Tutte bombe pronte ad esplodere che sono state disinnescate col silenzio finale. Tutti a pensare che la verità sia una cosa giusta, e invece è la fine del mondo, e noi non possiamo consentire la fine del mondo in nome di una cosa giusta. Abbiamo un mandato, noi. Un mandato divino. Bisogna amare così tanto Dio per capire quanto sia necessario il male per avere il bene. Questo Dio lo sa e lo so anch’io.

Giulio Andreotti – Il Divo