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lucia bonelli 7Da quando l’universo ha preso forma le domande dell’uomo sono rimaste le stesse. Dolore e paura, ansia e gioia, forza e debolezza; tutto insieme, tutto quello che ci dà il nome di ‘uomini’. Eppure sentiamo di essere qualcosa di talmente complesso, da non poter essere compresi. Poi un giorno apriamo un libro e troviamo una frase, una parola, una poesia, che sembrano elevarsi da un posto sconosciuto fino a noi, come a dirci: “Anch’io sono come te”. Ho capito che la consapevolezza che non siamo soli, ci dà la forza per riconoscere la nostra individualità. Il tutto per il niente, il niente per il tutto… sembra un controsenso, ma nella vita si comincia a vivere solo quando si assapora davvero qualcosa e non riusciamo mai ad assaporare qualcosa se non ne conosciamo l’esatto contrario. È per questo che ho iniziato a scrivere, per sentirmi parte di questo tutto, tanti anni fa. Poi mi sono fermata perchè credevo che per dire qualcosa agli altri si dovesse essere esemplari, perfetti, unici, ma non è così. Un giorno ho letto uno scritto del Manzoni, che parlava proprio di questo. Da allora ho capito che quando cerchiamo di dare coraggio a qualcuno, anche se non l’abbiamo, è coraggio che possiamo dare, poi, poco a poco, cominceremo ad averne anche noi. La bellezza della vita sta nell’essere se stessi, pregi, difetti, percorsi e destini. Poca importanza hanno le persone che ostacolano il nostro cammino, poichè sempre dovremo ricordare che chi si occupa della vita degli altri è chi non ha trovato ancora piacere nella propria. Ma su questo sito c’è posto anche per loro. Non importa la strada che percorriamo. La strada è la meta. Vi auguro buona navigazione, ma fate attenzione: le parole sono solo parole se non le ascoltate con il cuore

Lucia Bonelli

www.luciabonelli.com

 

La stella Gisella

La stella Gisella non aveva dubbi d’essere bella. Brillava di perfetta luce riflessa e tutto il mondo la stava a guardare. Nessuno sapeva perchè col sole in fronte fosse così bella, eppure esisteva quella parte del mondo che grazie al sole vedeva una stella.  Un primo giorno d’inverno, Osvaldo cacciatore di stelle partì con catene ribelli per raggiungere Gisella e spegnere quella luce che la rendeva così bella

Un bambino di nome Paolo nella casa al di là del lago, riconobbe quel carro e fuggendo scappò lontano. Non avrebbe permesso che Osvaldo catturasse Gisella, altrimenti quale notte sarebbe più stata bella? Era certo e senza paura. Aveva deciso. Il suo sogno sarebbe stato la cura. Fu così che, trovata la nuvola più soffice, Paolo si addormentò trapunto di cielo e di vento. Sognò con tutto se stesso che, sorretto dal vento e dal sole, potesse trovare Gisella, prima di Osvaldo il gran cacciatore.

Fulmini, saette, lampi nel cielo. Tutti ricordano in ogni dove la magia che nel cielo fermò il cacciatore. Solo un sogno fermò Osvaldo. È il segreto di ogni gente, delle favole che nascono dal niente. Quando guardi Gisella, la stella più bella, non dimenticarti chi l’ha salvata. Chiudi gli occhi, rallegra il sorriso e impara a sognare, perchè nessuno il mondo può salvare, se lui stesso non impara a sognare

La sindrome di Stendhal – Catherine BC

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Ho iniziato a leggere questo racconto pensando che sarebbe stata una delle tante letture ed ecco invece, che come travolta da un destino contro cui è impossibile combattere, mi sono arresa a un fascino letterario che non subivo da molto tempo. Incantevole l’uso della parola che risulta talmente ricercato, tanto da creare un effetto melodico. Avvinti come da una musica proveniente da un antico giradischi, incantati dall’eleganza della parola come forma del linguaggio e come espressione dell’umano sentimento, il lettore si trova catapultato nella storia, nell’arte e in uno stato emozionale di cui è vittima sublime. L’effetto più sorprendente di questo piccolo capolavoro di Catherine BC è che non sono riuscita a staccarmi dalla lettura fino a che non l’ho completata. Sono diventata ospite di quelle stanza, di quei saloni, di quella Parigi intensa e cortese. Non da ultima, la storia d’amore che in poche pagine risulta talmente intensa, tanto da sentire ciò che sentono gli stessi protagonisti, tanto da emozionarsi, sperare, chiudere gli occhi e tendere la mano per sfiorare quelle pagine che creano un amore indimenticabile, intenso, forte. Meraviglioso il cenno alle paure dell’essere umano che umanizza il contesto e rende i protagonisti indispensabili l’uno all’altra. Memorie di un passato che torna vivo. Emozioni di un presente rivelatore che scandisce poche ore indispensabili per la costruzione di un futuro che non teme di essere vissuto. Applausi alla scrittrice che ha reso la parola serva e regina dell’arte e del cuore

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Dove trovare il racconto

La sindrome di Stendhal su Amazon

Il Conforto – Tiziano Ferro e Carmen Consoli cantano l’anima

IL-CONFORTO-650x300Il conforto arriva come necessità. Resta latente per un tempo infinito, grida dentro, da qualche parte, là… nell’anima. Confonde, dilania, esalta, è un attimo, solo un istante, un bisogno primitivo. Chi può darci conforto? Chi è la chiave? Chiunque può esserlo. Dovunque puoi trovarlo. Una madre, un amico, un amore; ma se l’amore è conforto, allora diventa sublime, si esalta a un livello superiore, un livello che diventa incanto, l’incanto di due persone che si completano, si desiderano, si supportano, due persone che crescono, si scontrano, si fanno del male, si fanno del bene, nel tentativo di cercarlo quel conforto, quell’equilibrio. Un’intesa empatica, che detta il ritmo del cuore di due persone, tanto unite da essere una cosa sola, tanto uniche da essere due in uno

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Adesso sono certa della differenza tra
prossimità e vicinanza
eh, è il modo in cui ti muovi
in una tenda in questo mio deserto

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Una tenda nel deserto, un movimento nuovo che sa di casa, sa di vita, sa di conforto. Non esistono regole, è solo un sentirsi, un riconoscersi, un esserci, sempre.

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Sarà che piove da luglio
il mondo che esplode in pianto

Sarà che non esci da mesi
sei stanco e hai finito i sorrisi soltanto

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Il desiderio diventa necessità, il conforto rompe le barriere, spalanca le porte, libera la tristezza, la lascia là fuori, nel mondo, da qualche parte

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Per pesare il cuore con entrambe le mani mi ci vuole un miraggio
Quel conforto che

Ha che fare con te
quel conforto che ha che fare con te
per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio

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Ogni parola sarebbe superflua, Il Conforto parla dritto al cuore, diventa melodia, si sublima in emozione suprema, si fonde nell’ascolto, nell’abbraccio dei sue protagonisti e, in quell’abbraccio, genera conforto per ognuno di noi, per chiunque lo abbia trovato, per chiunque lo stia ancora cercando, per chiunque senta in questa musica la speranza che quel conforto, là fuori, esiste per tutti

Il coraggio di non avere paura – Piper, il cortometraggio Pixar

downloadPiper è uno dei cortometraggi della Pixar che nessuno dovrebbe perdere. Chiunque in questa vita ha avuto paura di qualcosa e, ancora peggio, ha vissuto qualcosa che gli ha lasciato addosso il ricordo della paura: un’esperienza, un fallimento, un sogno infranto, una risposta che non aspettavamo, una caduta più brutta delle altre. Tutti. Ognuno di noi. Il piccolo protagonista di questo cortometraggio ha paura del mare e, dal mare, si tiene a debita distanza. Resta solo, al sicuro, lontano da quella schiuma, da quei cavalloni, dall’infrangersi di qualcosa che gli altri non sembrano temere. Poi si prende di coraggio. È un attimo. L’onda lo travolge, lasciandogli addosso ancora più paura di prima. Che abbia sbagliato a provare? Oh, no! Assolutamente no. Chiunque provi nella vita, ha già vinto, anche se uno dei tanti tentativi gli lascia addosso tanta di quella paura, che si chiede perchè non sia stato così furbo da starsene al sicuro, lontano dalla riva, dove niente potesse fargli del male. E allora la vita che cos’è? Che vita è se non tentiamo, se non ci spingiamo oltre, se non tremiamo così tanto dalla paura, tanto da sembrare bloccati, fermi, immobili? Arriva un momento nella vita in cui ci chiediamo quale sia il nostro posto del mondo e, che ci crediate o no, c’è un senso nella vita di ognuno di noi. Quel senso si trova proprio là, al di là della paura. Non importa quando riuscirete a superarla. Non importa quando sentirete di potercela fare. La vita è il momento in cui attraversiamo qualcosa armati di coraggio. Ma non dovrete mai perdere la speranza, perchè anche se una volta arrivati a destinazione arrivati a destinazione, sentiremo di avere trovato la risposta sbagliata, saremo sempre in tempo a ripartire per un altro viaggio. Il viaggio è la meta e la vita, la vostra vita, è il viaggio attraverso la paura, armati di coraggio. L’importante è crederci sempre, non arrendersi mai, perchè non esistono persone più belle dei sognatori

La danza sublime

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Equilibrio di una danza sconosciuta,
riflette il sole di una notte chiamata luna.
Non si è mai abbastanza coraggiosi
per tentare l’impossibile.
Si accenda, dunque, la più delicata delle melodie.
Che ognuno riconosca il proprio passo,
ballando un solo tempo,
sognando senza timore
sulla corda sublime
del destino e dell’amore

 

La Regina Della Tela

https://www.facebook.com/lucia.bonelli1

Opera dell’artista lucana Lucia Bonelli https://www.facebook.com/lucia.bonelli1

Sospende l’attesa quel desiderio disteso al sole del nuovo giorno. Sorride ruffiana al piacere del mondo che la sfiora, che la cerca, che non la trova, non la trova mai. Cento colori, venti rubini, foglie d’autunno, riflessi sublimi. Tutto in un quadro, senza cornice, senza confini. Rosso del fuoco, giallo di tela, sfiorano gli occhi, sospira la sera. Verde d’un bosco, azzurro  di speme, si accende l’autunno fra tutte le tele. Corre deciso, scivola sulle spalle… nude di vento, danzano come farfalle. Bronzo prezioso, oro sublime, scivola sull’olio, sul collo e sulle cime. L’argento sposa il  bianco, proteggendolo come fosse stanco. Concerto di colori fra cento capolavori. E’ l’occhio sognatore, che cerca il nuovo albore. La trova… distesa sul’altare fra le mani di vernice, indecisa fra le pieghe del nuovo getto di colore. E’ una donna. E’ un bagliore. E’ un riflesso sulla tela. Si avvicina l’emozione. Si concede al desiderio di parlare con il tempo e, nel tempo,  è un incanto quella bocca, fra le labbra è il paradiso. Un dipinto, solo un sogno, sul calare della sera. E è un incanto, di luce accesa, che nessuna forma cela, perchè lei, o amati occhi, è la regina della tela