Io Prima Di Te – Vivi bene. Semplicemente, vivi.

locandinaChi mi conosce sa che è quasi impossibile che io veda un film senza sapere prima se ci sia o meno il lieto fine. Non chiedetemi perché, ma da parecchi giorni mi girava in testa l’idea di vedere il film completo Io prima di te, senza scene da saltare, senza eliminare il finale, tutto, per intero… tutto. Quello che provo in questo momento è così forte che non riesco quasi a trovare le parole, mi sembra per la prima volta che quello che sento sia talmente inteso che nessun poeta del mondo potrebbe aiutarmi a trovare le parole adatte, perché esse non renderebbero comunque merito a quello che provo. Io che vedo un film che finisce, non male… di più… Io che sento di avere visto un film che finisce non bene, di più. Non prendetemi per pazza, ma questo è l’amore… l’amore è questo! Difficile che si cambi per amore, al contrario, l’amore sottolinea i tuoi desideri e ti rende ancor di più te stesso. Accade così per i due protagonisti, Lou e Will. Cosa vuole dire davvero questa storia? Semplice, quasi sconvolgente per la sua semplicità. Un concetto assurdo e talmente giusto da sconcertare: l’amore non è cambiare per qualcuno, l’amore è restare se stessi accanto a qualcuno che ci ama esattamente così come siamo, qualcuno a cui riusciamo a dare il meglio di noi semplicemente essendo noi stessi. Will è già se stesso, ha preso la sua decisione e sente per di essere amato, come uomo, al di là della scelta di morire o meno. Se vogliamo vedere il film come un banale dibattito eutanasia sì/eutanasia no, allora possiamo armarci e combattere fino allo stremo, ma non è questo il punto della situazione.

Quando si incrina per un attimo il loro rapporto? Quando Lou resta delusa poichè Will non ha cambiato idea. Lou pensava che il suo amore lo avrebbe cambiato, ma l’amore non cambia le persone, le esalta, le fa uscire fuori, le fa sentire uniche, ma non le cambia. Ecco il doppio binario, l’amore di Will per Lou, e la morte in cui viveva Lou, spenta, in una vita che non le apparteneva, vivendo al di sotto del suo “potenziale”.

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Will: “Sai cosa vedo in te Clark?”
Lou: “Non dire potenziale”
Will: “Potenziale”

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Ecco cosa fa l’amore ci rende improvvisamente consapevoli di ciò che siamo, di quello che abbiamo dimenticato, spolvera l’anima dalle paure che la soffocano. Disarmante l’interpretazione della protagonista che vive la vita sorridendo, come se niente la possa toccare davvero, e improvvisamente resta nuda davanti a se stessa.

Molte donne sognano un amore che si presenti davanti a loro con una bella macchina e un anello al dito, altre donne cercano soltanto un corpo caldo per procreare… e poi ci sono loro, le donne che l’amore, quello vero, lo disegnano con una matita invisibile nascondendolo in un pensiero che appartiene solo a loro e lo riconoscono là, proprio là. Il giorno del loro compleanno quando stanno per scartare un regalo e dentro trovano un paio di calze gialle e nere che le fanno saltare di gioia restituendo memorie di un’infanzia non troppo lontana e riconsegnando loro quel tassello di felicità che le rende di nuovo vive.

Oh, com’è è semplice amare! E quanto difficile e dispendioso per l’anima risulta il tempo perduto in faccende del tutto estranee a esso. Ci sforziamo di riconoscere il grande amore, di scavare nel cuore delle persone e improvvisamente ci rendiamo conto di averlo di fronte e di non dover fare alcuno sforzo poiché l’amore si presenta a noi nudo, bellissimo, assolutamente forte in una corazza universale che apparterrà solo a noi. Non importa quello che accadrà dopo, poiché vivere il grande amore anche solo per pochi pochi istanti vale il conto dell’eternità.

Pensavamo di vedere il film tifando per Lou, affinché convincesse Will a non morire, a restare in vita, ma Will era già vivo ed era Lou quella da salvare, è per questo che il film ha un lieto fine. Ci sono dei momenti in cui lei stessa perde coraggio, forza, guarda una parte della vita che così da vicino non aveva mai visto. Cosa può fare? Come può davvero essergli utile?

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Bernard Clark: Non puoi cambiare la natura delle persone.
Lou: E allora, uno cosa fa?
Bernard Clark: Le ama.

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Più di una volta si sdraierà su quel letto accanto a Will. Quanto amore e quanta passione c’è in quella vicinanza? Più di tutte le possibili scene emozionanti, erotiche, appassionate che mai potremmo vedere. Sono uno accanto all’altra, il mondo al di fuori di quella stanza. Sufficiente. Più che sufficiente? Sì, semplicemente sublime.

Ha ragione Will:

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“Ama ogni istante”

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Non rompiamo il mondo con l’odio che dà voce all’insoddisfazione latente nella vita di ognuno di noi che cerca sfogo solo colpendo gli altri e creando dolore intorno a noi. Dedichiamoci a cosa amiamo davvero. Dedichiamoci alla vita, all’amore, ai sogni, poiché niente è più reale di una vita vissuta seguendo ciò che portiamo nel cuore.

Dirsi addio ha davvero valore, quando chi amiamo resta nel cuore?
No.
Non è mai un addio.
Un amore, quell’amore, resta per sempre.

Un piccolo stralcio della lettera che Will lascia a Lou Clark:

“…Ci si sente sempre disorientati quando si viene sbalzati fuori dal proprio angolino rassicurante. Ma spero che tu sia un po’ elettrizzata. Il tuo viso quando sei tornata dall’immersione mi ha detto tutto: c’è fame in te, Clark. C’è audacia, l’hai soltanto sepolta, come fa gran parte della gente. Non ti sto dicendo di buttarti da un grattacielo o di nuotare con le balene o cose di questo genere (anche se in cuor mio mi piacerebbe che lo facessi), ma di sfidare la vita. Metticela tutta. Non adagiarti. Indossa quelle calze a righe con orgoglio. E se proprio insisti a volerti sistemare con qualche tizio strampalato, assicurati di mettere in serbo un po’ di questa vitalità. Sapere che hai ancora delle possibilità è un lusso. Sapere che potrei avertele date io è stato motivo di sollievo per me. Così stanno le cose. Sei scolpita nel mio cuore, Clark, fin dal primo giorno in cui sei arrivata con i tuoi abiti ridicoli, le tue terribili battute e la tua totale incapacità di nascondere ogni minima sensazione. Tu hai cambiato la mia vita molto più di quanto questo denaro potrà cambiare la tua. Non pensare a me troppo spesso. Non voglio pensarti in un mare di lacrime.
Vivi bene. Semplicemente, vivi.
Con amore, Will”

 

Un granello di sabbia

Ci sono tempi che cavalcano così velocemente, tanto da confondere il vento con il movimento della terra. Ci sono giorni in cui ti stendi fra le pagine del destino e ti abbandoni fluttuando verso abbracci, che potrebbero rispondere a ognuna delle tue domande. Che poi, alla fine, una risposta non c’è. Ci imbelliamo di parole e forme composte, e non ci arrendiamo mai all’evidenza che le cose più forti della vita si sentono con il cuore, sempre. Quando il cuore è felice. Quando il cuore si rompe. Quando il cuore vaga come nello spazio, senza gravità, cercando tutti gli altri pezzi. Chi ci sia davvero al di là di quello spazio, non ci è dato saperlo. Io ho sempre creduto in un Dio che ha creato tutte le cose, un Dio che ogni nazione ha la libertà di chiamare con il nome che la storia del suo popolo ha ritenuto più opportuno. Non credo che esista un Dio che abbia stilato delle regole precise per ottenere grazie o miracoli. Credo che quel Qualcosa di superiore ci aiuti a mettere una mano sul cuore per sopravvivere, anche quando le domande si fanno troppe. Il libero arbitrio è l’unica cosa vera che abbiamo, che rende vano anche il continuo appellarsi al destino. Noi scegliamo la nostra strada. Noi scegliamo chi essere, in cosa credere, cosa diventare, a quali compromessi scendere e da quali salvarci, per dimostrare a noi stessi che, alla fine, l’unica cosa che conta e che resta è la dignità che ci restituisce lo specchio. Tutto il resto è una lotta, una lotta continua. Una lotta fra ciò che siamo e ciò che ci sforziamo di essere per la società. È la verità che vince, sempre, nonostante tutti. Se combatti per te stesso, devi accettare di combattere senza armi, se non quelle che ti porti dentro. Quando all’inizio de La Storia Infinita comunicano al giovane Atreyu che solo lui potrà salvare l’Infanta Imperatrice dalla morte, che causerebbe la fine del mondo di Fantàsia, lui arriva alla Torre d’Avorio con la divisa da cacciatore del bufalo, ma non servirà. Gli viene chiesto di abbandonare tutte la armi e di partire solo, senza niente addosso, solo con l’Auryn, il simbolo del bene e del male, due serpenti intrecciati, uno bianco, l’altro nero. L’Auryn gli mostrerà la strada giusta perchè chi porta l’Auryn agisce in nome nell’Imperatrice. Chi siamo? In cosa crediamo? Chi rappresenta il nostro Auryn? Non importa chi sia, che cosa rappresenti e quale nome gli darete. Più pericoloso del credere in qualcosa, c’è solo il non credere in niente, poichè chi non crede in nessuna cosa, alimenta il mondo del Nulla. Scegliete qualcosa in cui credere, qualcosa che possa comandare il cuore verso la verità. Qualcosa che vi consoli quando le ingiustizie saranno talmente tante, che vi fermerete a chiedervi a cosa serve nella vita essere se stessi. L’Auryn è il vostro simbolo, è idealmente ciò che siete, l’insieme dei vostri valori. Desiderate davvero vincere sempre su tutto? Sventolare obiettivi raggiunti o lustrini o post pubblici per sottolineare chissà che cosa nella vostra vita? Desiderate davvero credere che umiliare qualcuno o deriderlo possa rendervi migliori? Desiderate davvero usare la fede per mettervi al sicuro, per seguire pedissequamente regole o riti che possano assicurarvi il Paradiso? Oh, non credo che lo vogliate veramente. Ma siamo tutti esseri umani, vorremmo non essere vittime di ingiustizie, di slealtà, di pugnalate alle spalle. Tutti vorremmo non prendercela con il Fato, con chiunque, con le trame strane di una vita incomprensibile. Non importa davvero ciò che possiamo raggiungere, ciò che importa è  la chiarezza e la bellezza delle impronte che lasceremo nel nostro cammino. A volte saranno impronte nitide e chiare, altre volte saranno stentate e dolorose, altre volte per la stanchezza saranno trascinate, ma saranno nostre e in ogni passo riconosceremo ciò che profondamente siamo e che mai dovremo dimenticare di essere: noi stessi!

E se perderete ancora? Se dovesse essere troppo tardi? Non importa. Potrete sempre ricominciare da un granello, da un piccolo granello di sabbia, da quel piccolo luminoso granello di sabbia che c’è sempre, nascosto in una parte di voi. Si nutre di poco, quel poco che può diventare tutto, quel poco che può ricostruire da zero il’intero mondo di Fantasia: la speranza di sognare ancora.

* * *

Bastian: Fantàsia è stata distrutta?
Imperatrice: Sì.
Bastian: È stato tutto inutile.
Imperatrice: No, non è vero, Fantàsia può ancora risorgere. Dai tuoi sogni, dai tuoi desideri.
Bastian: E come?
Imperatrice: Apri la mano… C’è qualcosa che desideri?
Bastian: Non lo so.
Imperatrice: Allora Fantàsia non esisterà più. Mai più.
Bastian: Quanti ne posso dire?
Imperatrice: Tutti quelli che vuoi, più tu ne esprimerai più il regno di Fantàsia sarà splendido

La stella Gisella

La stella Gisella non aveva dubbi d’essere bella. Brillava di perfetta luce riflessa e tutto il mondo la stava a guardare. Nessuno sapeva perchè col sole in fronte fosse così bella, eppure esisteva quella parte del mondo che grazie al sole vedeva una stella.  Un primo giorno d’inverno, Osvaldo cacciatore di stelle partì con catene ribelli per raggiungere Gisella e spegnere quella luce che la rendeva così bella

Un bambino di nome Paolo nella casa al di là del lago, riconobbe quel carro e fuggendo scappò lontano. Non avrebbe permesso che Osvaldo catturasse Gisella, altrimenti quale notte sarebbe più stata bella? Era certo e senza paura. Aveva deciso. Il suo sogno sarebbe stato la cura. Fu così che, trovata la nuvola più soffice, Paolo si addormentò trapunto di cielo e di vento. Sognò con tutto se stesso che, sorretto dal vento e dal sole, potesse trovare Gisella, prima di Osvaldo il gran cacciatore.

Fulmini, saette, lampi nel cielo. Tutti ricordano in ogni dove la magia che nel cielo fermò il cacciatore. Solo un sogno fermò Osvaldo. È il segreto di ogni gente, delle favole che nascono dal niente. Quando guardi Gisella, la stella più bella, non dimenticarti chi l’ha salvata. Chiudi gli occhi, rallegra il sorriso e impara a sognare, perchè nessuno il mondo può salvare, se lui stesso non impara a sognare

La sindrome di Stendhal – Catherine BC

Ho iniziato a leggere questo racconto pensando che sarebbe stata una delle tante letture ed ecco invece, che come travolta da un destino contro cui è impossibile combattere, mi sono arresa a un fascino letterario che non subivo da molto tempo. Incantevole l’uso della parola che risulta talmente ricercato, tanto da creare un effetto melodico. Avvinti come da una musica proveniente da un antico giradischi, incantati dall’eleganza della parola come forma del linguaggio e come espressione dell’umano sentimento, il lettore si trova catapultato nella storia, nell’arte e in uno stato emozionale di cui è vittima sublime. L’effetto più sorprendente di questo piccolo capolavoro di Catherine BC è che non sono riuscita a staccarmi dalla lettura fino a che non l’ho completata. Sono diventata ospite di quelle stanza, di quei saloni, di quella Parigi intensa e cortese. Non da ultima, la storia d’amore che in poche pagine risulta talmente intensa, tanto da sentire ciò che sentono gli stessi protagonisti, tanto da emozionarsi, sperare, chiudere gli occhi e tendere la mano per sfiorare quelle pagine che creano un amore indimenticabile, intenso, forte. Meraviglioso il cenno alle paure dell’essere umano che umanizza il contesto e rende i protagonisti indispensabili l’uno all’altra. Memorie di un passato che torna vivo. Emozioni di un presente rivelatore che scandisce poche ore indispensabili per la costruzione di un futuro che non teme di essere vissuto. Applausi alla scrittrice che ha reso la parola serva e regina dell’arte e del cuore

Dove trovare il racconto

La sindrome di Stendhal su Amazon

Il Conforto – Tiziano Ferro e Carmen Consoli cantano l’anima

Il conforto arriva come necessità. Resta latente per un tempo infinito, grida dentro, da qualche parte, là… nell’anima. Confonde, dilania, esalta, è un attimo, solo un istante, un bisogno primitivo. Chi può darci conforto? Chi è la chiave? Chiunque può esserlo. Dovunque puoi trovarlo. Una madre, un amico, un amore; ma se l’amore è conforto, allora diventa sublime, si esalta a un livello superiore, un livello che diventa incanto, l’incanto di due persone che si completano, si desiderano, si supportano, due persone che crescono, si scontrano, si fanno del male, si fanno del bene, nel tentativo di cercarlo quel conforto, quell’equilibrio. Un’intesa empatica, che detta il ritmo del cuore di due persone, tanto unite da essere una cosa sola, tanto uniche da essere due in uno

Adesso sono certa della differenza tra
prossimità e vicinanza
eh, è il modo in cui ti muovi
in una tenda in questo mio deserto

Una tenda nel deserto, un movimento nuovo che sa di casa, sa di vita, sa di conforto. Non esistono regole, è solo un sentirsi, un riconoscersi, un esserci, sempre.

Sarà che piove da luglio
il mondo che esplode in pianto

Sarà che non esci da mesi
sei stanco e hai finito i sorrisi soltanto

Il desiderio diventa necessità, il conforto rompe le barriere, spalanca le porte, libera la tristezza, la lascia là fuori, nel mondo, da qualche parte

Per pesare il cuore con entrambe le mani mi ci vuole un miraggio
Quel conforto che

Ha che fare con te
quel conforto che ha che fare con te
per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio

Ogni parola sarebbe superflua, Il Conforto parla dritto al cuore, diventa melodia, si sublima in emozione suprema, si fonde nell’ascolto, nell’abbraccio dei sue protagonisti e, in quell’abbraccio, genera conforto per ognuno di noi, per chiunque lo abbia trovato, per chiunque lo stia ancora cercando, per chiunque senta in questa musica la speranza che quel conforto, là fuori, esiste per tutti

Il coraggio di non avere paura – Piper, il cortometraggio Pixar

Piper è uno dei cortometraggi della Pixar che nessuno dovrebbe perdere. Chiunque in questa vita ha avuto paura di qualcosa e, ancora peggio, ha vissuto qualcosa che gli ha lasciato addosso il ricordo della paura: un’esperienza, un fallimento, un sogno infranto, una risposta che non aspettavamo, una caduta più brutta delle altre. Tutti. Ognuno di noi. Il piccolo protagonista di questo cortometraggio ha paura del mare e, dal mare, si tiene a debita distanza. Resta solo, al sicuro, lontano da quella schiuma, da quei cavalloni, dall’infrangersi di qualcosa che gli altri non sembrano temere. Poi si prende di coraggio. È un attimo. L’onda lo travolge, lasciandogli addosso ancora più paura di prima. Che abbia sbagliato a provare? Oh, no! Assolutamente no. Chiunque provi nella vita, ha già vinto, anche se uno dei tanti tentativi gli lascia addosso tanta di quella paura, che si chiede perchè non sia stato così furbo da starsene al sicuro, lontano dalla riva, dove niente potesse fargli del male. E allora la vita che cos’è? Che vita è se non tentiamo, se non ci spingiamo oltre, se non tremiamo così tanto dalla paura, tanto da sembrare bloccati, fermi, immobili? Arriva un momento nella vita in cui ci chiediamo quale sia il nostro posto del mondo e, che ci crediate o no, c’è un senso nella vita di ognuno di noi. Quel senso si trova proprio là, al di là della paura. Non importa quando riuscirete a superarla. Non importa quando sentirete di potercela fare. La vita è il momento in cui attraversiamo qualcosa armati di coraggio. Ma non dovrete mai perdere la speranza, perchè anche se una volta arrivati a destinazione arrivati a destinazione, sentiremo di avere trovato la risposta sbagliata, saremo sempre in tempo a ripartire per un altro viaggio. Il viaggio è la meta e la vita, la vostra vita, è il viaggio attraverso la paura, armati di coraggio. L’importante è crederci sempre, non arrendersi mai, perchè non esistono persone più belle dei sognatori

La danza sublime

 

Equilibrio di una danza sconosciuta,
riflette il sole di una notte chiamata luna.
Non si è mai abbastanza coraggiosi
per tentare l’impossibile.
Si accenda, dunque, la più delicata delle melodie.
Che ognuno riconosca il proprio passo,
ballando un solo tempo,
sognando senza timore
sulla corda sublime
del destino e dell’amore

 

La Regina Della Tela

Sospende l’attesa quel desiderio disteso al sole del nuovo giorno. Sorride ruffiana al piacere del mondo che la sfiora, che la cerca, che non la trova, non la trova mai. Cento colori, venti rubini, foglie d’autunno, riflessi sublimi. Tutto in un quadro, senza cornice, senza confini. Rosso del fuoco, giallo di tela, sfiorano gli occhi, sospira la sera. Verde d’un bosco, azzurro  di speme, si accende l’autunno fra tutte le tele. Corre deciso, scivola sulle spalle… nude di vento, danzano come farfalle. Bronzo prezioso, oro sublime, scivola sull’olio, sul collo e sulle cime. L’argento sposa il  bianco, proteggendolo come fosse stanco. Concerto di colori fra cento capolavori. E’ l’occhio sognatore, che cerca il nuovo albore. La trova… distesa sul’altare fra le mani di vernice, indecisa fra le pieghe del nuovo getto di colore. E’ una donna. E’ un bagliore. E’ un riflesso sulla tela. Si avvicina l’emozione. Si concede al desiderio di parlare con il tempo e, nel tempo,  è un incanto quella bocca, fra le labbra è il paradiso. Un dipinto, solo un sogno, sul calare della sera. E è un incanto, di luce accesa, che nessuna forma cela, perchè lei, o amati occhi, è la regina della tela

Nuvole bianche – Nasce il giorno e il nuovo fiato

Nuvole bianche scaldano l’inverno nuovo e si dimenticano di lei, sul ciglio del sole; abbandonata, libera, come senza vento, senza notte; bianca come il cielo di luce, che occhio umano non può vedere. La musica incalza e corre, corre senza passi. Non ha gambe, nè ali, solo piedi di vento. Si poggia su di te, nuvola sospesa. E’ una musica sublime, senza tempo, nè confine. Si sposa al cuore, raccontando alle ferite, la saccenza di un amante che, testardo e innamorato, soffia forte su quel cuore, presuntuoso di risposte e soluzioni. Il giorno non è pieno e non è caldo, non è freddo e non è vuoto. Mezzogiorno leva il tempo del ricordo. Si ferma ancora il vento, lontano, incontrollato; ricaccia prepotente ogni nome e ogni niente. Si avvicina. Non la guarda, ma sospira e, lento, avanza. L’accarezza promettendole che niente sarà più solo ricordo, ma ha paura, lei, non sente. Non concede il suo respiro. Fugge ancora. Poi ci pensa, circondata da quel mezzo cielo bianco. Mezzogiorno è alto in cielo. Lento brucia ogni dolore. La corteggia. Non si arrende, ma lei fugge sorridendo. Forse è presto, si distende. Io ti salvo, lui risponde. Un profumo di bambagia. Una nuvola che soffia, fra le vesti, prepotente. È l’amore, che sorprende e non si arrende che combatte anche il passato, lo combatte col presente. Ogni angolo smussato, dai dolori levigato, si concede in un istante a quel sogno, finalmente. In un attimo è leggera, una nuvola anche lei, fra le nuvole, anche lei… Tutto sfiora la sua pelle. Non c’è veste, nè materia; la memoria è leggera e, nel cielo, si fa sera. Non la lascia. Non la perde. Lui la ama. Lei lo sente. Chiude gli occhi. Sente il tempo, le rincorse, le risate e ogni attimo è certezza. Cielo, monte, mare e ambrosia. Si trasforma in un istante… poi incanto… e promesse… e sorrisi sulla pelle. Lei non teme più il passato. Si distende sul dolore, nasce il giorno e il nuovo fiato. Seni, liberi e ruffiani, nel disegno complicato che  dal monte fino a valle, sfiora e scivola sul ventre e, ubriaco di sapore, lascia entrare primavera, che schiudendosi all’amore, si concede alla delizia, al concerto dell’intesa. Or distesi al nuovo sole, è un incanto, un incanto il loro amore

Non esiste amore sprecato – Roberto Benigni

Il tempo passa e il problema fondamentale dell’umanità da 2000 anni è rimasto lo stesso: amarsi. Solo che ora è diventato più urgente, molto più urgente… e quando oggi sentiamo ancora ripetere che dobbiamo amarci l’un l’altro, sappiamo che ormai non ci rimane molto tempo. Ci dobbiamo affrettare, affrettiamoci ad amare. Noi amiamo sempre troppo poco e troppo tardi. Affrettiamoci ad amare, perchè al tramonto della vita saremo giudicati sull’amore, perchè non esiste amore sprecato e perchè non esiste un’emozione piú grande di sentire, quando siamo innamorati, che la nostra vita dipende totalmente da un’altra persona; che non bastiamo a noi stessi e che tutte le cose, ma anche quelle inanimate come le montagne, i mari, le strade, il cielo, il vento, le stelle, le città, i fiumi, le pietre, i palazzi… tutte queste cose, che di per sè sono vuote, indifferenti, improvvisamente quando le guardiamo si caricano di significato umano e ci affascinano, ci commuovono… e perchè? Perchè contengono un presentimento d’amore. Anche le cose inanimate. Perchè il fasciame di tutta la creazione è amore e perchè l’amore combacia con il significato di tutte le cose: la felicità. Sì, la felicità.. e a proposito di felicità… Cercatela, tutti i giorni, continuamente… e anzi, chiunque mi ascolti ora, si metta in cerca della felicità ora, in questo momento stesso, perchè è lì, ce l’avete, ce l’abbiamo. Perchè l’hanno data a tutti noi. Ce l’hanno data in dono quando eravamo piccoli, ce l’hanno data in regalo, in dote ed era un regalo cosí bello che l’abbiamo nascosto, come fanno i cani con l’osso, quando lo nascondono; e molti di noi l’hanno nascosto cosí bene che non si ricordano piú dove l’hanno messo, ma ce l’avete, ce l’abbiamo. Guardate in tutti i ripostigli, gli scaffali, gli scomparti della vostra anima, buttate tutto all’aria: i cassetti, i comodini che avete dentro… vedrete che esce fuori, c’è la felicità. Provate a voltarvi di scatto, magari la pigliate di sorpresa, ma è lì. Dobbiamo pensarci sempre alla felicità e anche se lei qualche volta si dimentica di noi, noi non ci dobbiamo mai dimenticare di lei,  fino all’ultimo giorno della nostra vita.
E non dobbiamo avere paura nemmeno della morte, guardate che è più rischioso nascere che morire, eh! Non bisogna avere paura di morire, ma di non cominciare mai a vivere davvero. Saltate dentro l’esistenza ora, qui, perchè se non trovate niente ora, non troverete niente mai più. E allora dobbiamo dire sì alla vita, dobbiamo dire un sì talmente pieno alla vita, che sia capace di arginare tutti i no perchè non sappiamo niente, non ci si capisce niente, ma si capisce solo che c’è un gran mistero che bisogna prenderlo com’è e lasciarlo stare. La cosa che fa piu impressione al mondo è la vita che va avanti e non si capisce come faccia. Ma come fa? Come fa a resistere? Come fa a durare così? E’ un altro mistero e nessuno lo ha mai capito, perchè la vita è molto più di quello che possiamo capire noi, per questo devi resistere! Se la vita fosse solo quello che capiamo noi, sarebbe finita già da tanto, tanto tempo… e noi lo sentiamo, lo sentiamo che da un momento all’altro ci potrebbe capitare qualcosa di infinito… e allora a ognuno di noi non rimane che una cosa da fare….. inchianarsi

 

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