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Un Amore Sublime – Bright Star La Fulgida Stella di John Keats

locandinaBrightHo passato gran parte della mia vita a fuggire da film che non avessero il lieto fine, ma a discapito del destino e del tempo, c’è stato un giorno in cui ho conosciuto le poesie di John Keats e da quel giorno una piccola parte di me è appartenuta a quell’universo, così fragile ed etereo, rappresentato dalla vita di Keats e dal microcosmo del suo sentire. Una penna sottile come un fiume quasi prosciugato, che riesce tuttavia a straripare in un mare che dà vita all’infinito che tratteneva in sè. Il film Bight Star è ambientato tra il 1818 al 1821. Sembrerebbero pochi anni, tuttavia lo spettatore arriverà alla fine del film con l’assoluta convinzione che un tempo così breve nel suo essere sublime non sarebbe barattabile con un’intera vita di attese. Conoscere il grande amore, sentire  l’arte che hai nel cuore che trova finalmente la fonte di maggiore ispirazione, la sua musa, tanto da essere certo che nessun’altra strada sia possibile, tanto da essere certo che ogni tormentata domanda senza risposta, da quel momento in poi sarà più leggera da tenere nel cuore. Due protagonisti semplici, così puri tanto da regalare a quella semplicità un respiro infinito. Ed è lo stesso respiro che vi darà coraggio, che vi aiuterà a credere, a sperare, a sapere per certo che mai nella vita bisognerà barattare la dignità di un sentimento, con la comodità di condizioni di comodo che nulla hanno a che vedere con il cuore. Ed è lì che io vi invito, a immergevi  nelle campagne intorno a Londra, dove muove l’inizio di questa pellicola straordinaria. Lo spettatore conosce la figura della giovane Fanny Brawne primogenita di una famiglia benestante. Diversamente dalle su2e coetanee, Fanny vede il mondo a modo suo disegnando abiti che riesce a cucire e a indossare sfidando i costumi del tempo. Vicini di casa dei Brawne sono Charles Brown, facoltoso poeta, e il giovane e povero John Keats, amico e ospite di Brown. Il giovane poeta non ha famiglia e l’unico fratello rimasto in vita è gravemente malato di tisi. John Keats conoscerà Fanny e resterà attratto dalla natura forte e allo stesso tempo delicata di una donna tanto brillante da diventare la sua Fulgida Stella. La giovane ragazza ricambia l’interesse del poeta, cadendo in un amore che, dapprima sospirato come il sospetto di un tumulto, trova costante nutrimento nella poesia e nella sublime alchimia che legherà i due protagonisti per sempre.  Affascinata 3da quel modo di sentire il mondo, Fanny decide di prendere lezioni di poesia direttamente da Keats.
Un tumulto di eventi, dalla morte del fratello di Keats fino all’aggravarsi delle condizioni dello stesso, porteranno i due protagonisti alla consapevolezza che pur distanti, l’amore non cessa di nutrirli e, al contrario, li ubriaca di una mancanza che dà a entrambi un tormento, che può essere placato solo dalla presenza. “Quando non mi dà sue notizie è come se fossi morta, è come se l’aria mi venisse risucchiata dai polmoni e mi sento desolata, mentre quando ricevo una lettera so che il nostro mondo è vero.. è il solo di cui m’importi”

In conclusione non potrei scrivere niente che superi in bellezza la visione del film. Mi sento tuttavia di dirvi un’ultima cosa, quello che credo voglia lasciarci questa storia… un’unica e sola consapevolezza: tenete stretti i ricordi del cuore e sognatene di nuovi, poichè la delicatezza del sublime vince tutto resto, regalandoci l’incanto di avere un senso in questa vita. Non siamo null’altro che ciò che abbiamo nel cuore

Un sorriso, quel sorriso

Orig11 294Che poi, alla fine, quello che vale è un sorriso, quel sorriso. Potrebbero regalarti il mondo, ma quando hai davanti un sorriso, quel sorriso, allora capisci che niente vale di più. E capisci che ridere delle sventure e della pioggia incessante diventerà divertente. Lo capirai quando ti ritroverai bagnata sotto l’ultimo temporale a correre, a fermarti per prendere fiato, a correre di nuovo e stanca e divertita, ti sboccerà in faccia un sorriso, quel sorriso. E capirai che per quanto il corpo di una donna possa essere desiderato in ogni forma, ciò che veramente colpirà l’amore, sarà un sorriso, quel sorriso, il tuo. Perchè di tutti i desideri che nascono dalla carne, dalle sfumature dei tuoi trucchi, dalla lunghezza delle tue gonne, dalla scollatura delle tue vesti, dai dettagli delle tue gambe, il desiderio che nasce dal sorriso è un desiderio in eterno divenire, che mai diverrà cenere, perchè il sorriso è fiamma viva e mai si spegne, e non si consuma e non si nasconde. C’è solo una cosa che illumina il buio di ogni giorno, ed è un sorriso, quel sorriso

Shiri Il Sandalo Spinato – Poesia Il Giorno della Memoria

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Un’origine maledetta,
che mi porta alla morte.
Uno stemma dentro al sangue,
che colore non ha più.

Questo è il mondo, cara gente
Questo è il mondo ed il suo niente.

Mente matta, sconcertante,
malattia per tanta gente.

Sei colore nella terra,
o colore nel tuo sangue?
Sei di gusto non accetto?
Sei ramingo per la terra?
Non fermarti in questa tenda,
perché posto qui non c’è.
Non cercare amore nuovo,
perché retto tu non sei.

Non gettare quella stella,
perché pelle essa non è,
nella macchia di una mente,
che la trova dentro te.

Legherai quella stella
Alla stoffa tua di vita.
Legherai quelle cifre
Come veste di una cipria,
che colore non ti dà.

Alla fine di ogni cosa,
pensi ancora
che un umano tu sarai?

Non è uomo ciò che grida
nella mente che non parla.

Non è uomo chi, qui, scalzo,
cerca l’anima di sé,
fra le grate assassine,
di un terreno per concime

Quel colore ha asciugato
la tristezza del respiro.
Quel colore ti ha segnato,
macchia e inferno nel tuo destino.

Non è uomo chi ha deciso.
Non è uomo chi ha compiuto.
Non è uomo chi ha taciuto.
Non è uomo chi è scappato.

E’ la morte la medaglia che io cerco,
per chiamare nella storia,
uomo degno chi è esistito?

Io non cerco premi o santi,
per lavare le tue colpe,
ma una nuova nave in porto
con il vento suo nel cuore.

Una nave che contenga
Quelle lacrime versate;
che contenga tutti i corpi,
che da qui sono passati;
Che lasciasse quel suo porto,
per disperdersi nel mare,
perché Dio e il suo timore,
non arrivano a tal male.

Perché zingaro, ebreo,
o diverso in ogni modo,
chi può dire nella vita,
di volerti uguale a sé?

E l’amore di una donna,
con la stella dentro al cuore,
lungo il nero di una chioma,
mai diversa nel colore.

Lui, diverso, senza macchia,
senza stelle, senza amore,
col diritto suo di vivere
senza stelle nel suo cuore

E i suoi occhi nella folla,
come un quadro da evitare
E i suoi occhi nella folla,
sono luce da preservare.

Una corsa disperata,
gesto unico d’amore.

Una donna allontanata
Dalla fonte sua d’amore.

Corri forte verso il vento,
perché l’uomo in questa terra
è il solo tuo tormento.

Fuggi via disperata,
nella strada illuminata.

“Lor Signori, sono qui
Ecco offro la mia carne
come stella che non ha,
ancor chiusa in quel petto,
che ha portato via con sé.

 “Sono ebreo, Lor Signori,
e prendetemi con voi.
Son la macchi di un peccato,
che peccato poi non è.”

Un cammino, una marcia,
e l’arrivo fino a lì,
dove il sole ha il colore
della terra che non c’è.
Dove cifra è la mia vita,
che cammina accanto a me,
salutando disperata,
quel suo pazzo proprietario,
che ha segnato la sua fine
per l’amore chiuso in sé.

Laverai le tue colpe,
col sapone di una vita,
che purezza non darà,
perché l’anima ha lasciato.

Soffocato morirai,
dalla cenere della vita,
che con l’ascia tua hai spezzato.

Morirai nel calore dell’Inferno,
di cui sei stato usciere,
accorgendoti che il tormento
ha dimora proprio lì,
oltre al cielo che ripudiasti,
oltre cielo che non guardasti,
oltre al cielo vigile custode
di una giustizia che non ha fine:
la salvezza di un eterno divenire.

Ma il tormento di un novello pentimento,
il suo posto non troverà,
perché fuoco è il tuo destino,
che la pace non avrà.

Maledetto peccatore,
quella vita che bruciasti,
in mille fuochi ti ritroverà.

Ma il mio cuore non ha pace
In questa terra,
perché tu sei ancora qui.

 Non sia mai,
che il ricordo fermi il monito di te.
Perché ancora quell’uomo gira
Intorno a questa terra.

Ancora quella mente nasce e cresce
In un odio disperato,
in un grido assassino.

Il ricordo non è dunque
sol tormento del passato
e salvezza del presente,
ma minaccia incombente,
di un futuro sconosciuto,
che nasconde chiuso in sé,
tutto ciò che è già successo,
e che ancora può aver vita.

 Mille lacrime di cristallo,
Mille spine maledette,
di una casa senza età.

E la mente sua che muore,
nella fiamma di una vita
che quegli occhi non possono accettare.

Un profumo delicato,
e le spine di quel filo
che ritornano alla vita,
liberando la sua anima.

Una donna e il suo dolore,
il suo uomo e il suo tormento
e la luce di due occhi
che si aprono alla vita

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