Arrow – Anticipazioni Terza Serie Episodi 3X01 3X02 Calma Apparente e Sara

the_arrow_sig_by_yukizm-d6xom1zStasera torna su Italia 1 la terza serie di Arrow. La stagione si aprirà con l’episodio 3X01 dal titolo Calma apparente. Con l’aiuto di Felicity, Diggle e Freccia Rossa, Oliver Queen cattura un altro criminale.

Credevate che la Vertigo fosse scomparsa? Niente di più sbagliato… Vertigo è tornata in una nuova formula che la rende ancora più pericolosa e a farne le spese sarà proprio Oliver Queen iniettato con la siringa della nuova droga che causa delle allucinazioni per colpa delle quali il soggetto vede davanti ai suoi occhi la persona che più teme e Oliver trova se stesso. Incerto il destino della Queen Consolidated, acquistata dal signor Palmer. Oliver Queen dice a Diggle di non prendere parte alla nuova missione, perchè Diggle sta per diventare padre e Oliver si preoccupa che suo figlio possa nascere senza potere conoscere il padre. Ma Diggle, uomo d’azione che ormai conosciamo bene, non prende bene il consiglio. Per sventare la nuova tragedia che incombe Roy riesce  a disattivare una bomba sotto le indicazioni di Felicity e Oliver riesce a sconfiggere il Conte. Lo stesso Oliver queen si ritroverà vincente grazie all’aiuto della ricomparsa Sarah Lance che combatte accanto a lui, dicendogli che comunque non resterà.

Cinque anni prima Oliver Queen era riuscito a sfuggire ad Amanda Waller, non riuscendo tuttavia ad evitare di essere catturato da una delle guardie che controlla Oliver e gli riferisce che non lo lascerà scappare perchè se questo dovesse accadere allora Amanda avrebbe ucciso la sua famiglia.

Intanto nasce la figlia di Diggle. Laurel incontra Sara e le due ragazze riescono a parlare poco dopo però, quando si separano, Sara viene colpita da tre frecce cadendo proprio dove Laurel stava passando. La sorella si dispera per la morte di Sara per mano del nuovo arciere. Che sia Malcom Merlyn?Hatley_Castle_BC

Il 27 gennaio andrà in onda l’episodio 3X02 di Arrow dal titolo Sara

Laurel è disperata per la morte della sorella e Oliver le promette vendetta recandosi subito nel luogo dell’omicidio raggiunto da Diggle. Almeno dieci arcieri neri fanno parte della Lega Degli Assassini ma non potrebbero mai attaccare un loro membro.

Ad Hong Kong cinque anni prima la guardia comunica a Oliver che dovrà uccidere Tommy Merlyn che aveva raggiunto Hong Kong dopo avere visto che Oliver aveva effettuato l’accesso alla sua email dando quindi segni di vita, ma Oliver si rifiuta di sacrificare la vita del suo migliore amico

WillaHolland08TIFFI sospetti dell’arciere che ha ucciso Sara ricadono su Lacroix. Intanto Roy consegna a Oliver il biglietto che sua sorella Thea aveva lasciato e in cui dice che non sarebbe più tornata. Felicity rimasta sola con Oliver gli ricorda che può sfogarsi per il dolore che prova per la morte di Sara e per il dolore dell’avere saputo che la sorella non tornerà così come lui aveva sperato. Ma Oliver è l’unico in grado di salvare la città e quindi ribadisce di non potere permettersi la debolezza di sfogare il suo dolore. Lacroix viene fermato da Oliver che ferma Laurel togliendole i proiettili dalla pistola che aveva portato per vendicarsi e uccidere l’uomo. Lacroix però svela di non essere stato lui ad uccidere Sara e che ha un alibi per quella notte. Diggle  chiama la figlia Sara . Colpo di scena finale. Compare Thea Queen che si trova a Corto Maltese dove Malcom Merlyn la sta addestrando per farla diventare una guerriera

Il Giorno Della Memoria – 27 gennaio – Primo Levi Se questo è un uomo

“L’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria.”  

Primo Levi

Auschwitz_I_entrance_snowIl  27 gennaio 1945 le truppe sovietiche dell’Armata Rossa in marcia in direzione Berlino si sono imbattute nel campo di concentramento di Auschwitz procedendo alla liberazione delle poche persone sopravvissute. Il nazismo aveva svelato il suo lato peggiore, scoprendo a cielo aperto la casa della morte e della sofferenza, la casa in cui la vita conosceva la mortificazione della sua essenza più intima, la casa in cui il padrone scioglieva le vite, privandole persino dell’anima che non aveva più ragione di esistere, folle di terrore e impazzita di fronte ad un dolore che non poteva essere spiegato, che ancora oggi non può essere spiegato. Il campo di concentramento, ormai quasi vuoto, vide l’apertura di quei grandi cancelli che liberarono al mondo verità sconvolgenti, strumenti di tortura che occhio umano trovava insostenibile. In tutta Italia ricorderemo Il Giorno della Memoria anche quest’anno e poi? L’unica vera importanza del Giorno della Memoria saranno le manifestazioni organizzate nelle scuole di tutte le regione, affinchè in ogni luogo del mondo piccoli ragazzi che stanno conoscendo poco alla volta la storia che abbiamo alle spalle, restino sgomenti di fronte alla constatazione che nel mondo esiste il male quello fondato sulla cattiveria pura, quello che addestra truppe di gente che non crede in niente, promettendogli l’onore di quel senso di superiorità che spetta solo a chi si mette dalla parte più facile, quella folle. Poi torneremo ai nostri giorni, torneremo a vivere di piccole ripicche, di piccoli atti di razzismo, pensando che niente sia paragonabile a quel grande errore dei campi di concentramento e penseremo che quel momento è lontano, che quello che abbiamo vissuto è solo il giorno della memoria e non ci fermiamo mai a riflettere sull’atroce constatazione che un singolo pazzo può trainare con una facilità sconvolgente un esercito che giorno dopo giorno diventa l’esercito del terrore. Noi crediamo che l’essere umano oggi abbia capito e che per questo motivo non commetterebbe mai un errore del genere e intanto stiamo rintanati nelle nostre case assistendo a teatri televisivi che sono ogni giorno sempre più lontani dalla bellezza delle pellicole cinematografiche, diventando pericolosamente sempre più vicini a metterci l’uno contro l’altro a fare dell’audience sul macabro la loro fonte di reddito. Ogni giorno veniamo messi uno contro l’altro e neanche ce ne rendiamo conto e quando oggi il mondo sociale condanna un comportamento, uno stile di vita,  un’origine, una provenienza, ecco che diventiamo tutti i giudici del niente e siamo gli stessi, gli stessi che credono che Il Giorno Della Memoria sia solo un giorno per ricordare qualcosa che non c’è più, dimenticandoci la cosa più importante… che la storia è un ciclo che si ripete ed è un ciclo fatto dagli uomini e allora sì che ricordare assume un significato assolutamente diverso

Primo Levi c’era. E non ci sono parole che possano essere dette per commentare il perfetto quadro che tremante di dolore e d’anima sventrata ci ha lasciato affinchè davvero potessimo ricordare

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi

Primo Levi

Serendipity – Il destino della nostra vela

Entrance_to_Serendipity_3,_the_New_York_City_dessert_restaurantMolti di noi si sono interrogati su cosa sia il Destino, se esista davvero, se sia una mera consolazione alle strade che sbagliamo, a quelle giuste che ritroviamo o alle domande per le quali non esiste ancora risposta. La prima volta che ho visto Serendipity sono rimasta colpita dalla presenza chiave nel film del libro di Gabriel Garcia Marquez L’amore ai tempi del colera, un libro che amavo e che in un periodo preciso della mia vita è stato legato al destino. Il protagonista della storia, Jonathan Trager  incontra Sara Thomas il giorno prima di Natale in un grande magazzino di New York e qualcosa accade. Ai più sembrerebbe solo una storia romantica, ma molti sapranno che la vita è fatta di momenti, di sensazioni.. e spesso è proprio seguendo queste sensazioni che viviamo il meglio della nostra vita, anche quando le sensazioni ci fanno allontanare, anche quando ci assalgono mille dubbi sul fatto che forse abbiamo sbagliato o forse no, ma poi arriva una sera qualunque, la televisione trasmette lo stesso film e tu capisci e sorridi…. e sei sicura che tutto quello che hai fatto l’hai fatto con il cuore, che non potevi prendere decisioni diverse e che se tornassi indietro non cambieresti nulla, perchè ancora una volta crederesti in te stessa a discapito della logica, della normalità, delle cose comuni, poichè se esiste una certezza al mondo, quella certezza ci dice che il dubbio nasce dalle paure che poco a poco il mondo ha creato dentro di te, quelle impercettibili ferite che ad un primo sguardo nessuno può vedere, ma che ad uno sguardo più attento ci mostrano come il mosaico emozionale che nel corso degli anni ci ha composto. Così chi si ferma colpito da quel bel vaso, avvicinandosi sempre di più si accorgerà che quel vaso è un insieme di cocci messi insieme dalla colla di quella speranza che non è mai finita e proprio nel momento in cui credevi che persino il tocco di una piuma possa infrangere quel vaso in mille pezzi, proprio in quel momento capisci invece che il tocco delicato è la sola cura ad ogni paura …. e ti guardi indietro …. e sorridi ancora e capisci che cento volte rifaresti tutto perchè ti ha portato fino a qui, fino a quella che sei e sei felice che lungo il percorso tu abbia perso qualcosa, perchè sei certa che solo quello che ci appartiene veramente non è mai andato perso. La speranza dei sognatori cresce a discapito del male che c’è nel mondo, poichè l’ignoranza vile di chi si alimenta di amenità al solo scopo di nuocere a qualcuno, si disperde come una lacrima si disperderebbe nel mare. Al cielo non importa quante gocce compongano il mare, il cielo regge in ogni caso, sia che nero venga imbottito di tempesta e fulmini improvvisi, sia che sia splendente, pronto a riflettersi sullo stesso mare sul quale aveva pianto fino alla nera notte precedente. Stub_nauticaAl cielo non importa, lui c’è..comunque lui c’è e che voi siate una sola lacrima o che in una delle più antiche navi stiate attraversando il vostro destino, pronti ad issare la vela alla prima tempesta per stendervi stanchi e soddisfatti sotto il bruciante sole del giorno dopo, che voi lo facciate o meno, il cielo esisterà lo stesso e quella nave sarà comunque salpata, sta a voi decidere quando vi sentirete abbastanza pronti per sfidare l’ultima paura e vincere di mille volte su tutto il resto. In quel momento, in quel preciso momento, avrete presto in mano il timone della vostra nave e sarà quello il primo vero giorno della vostra vita

https://www.youtube.com/watch?v=oZfvRKhMJDI

Paolo Borsellino – Magistrato Uomo Eroe di Palermo

Sheet_Falcone_BorsellinoSono nata a Palermo, la città che considero la più bella del mondo, un po’ come tutti considerano la città in cui sono nati, l’isola felice fra tutti i  mari del mondoDi certo sono nata nella città del sangue e del Paradiso, la città delle lacrime e dei sorrisi più grandi, la città del mare cristallino e del cielo che in alcuni giorni, come questo, è costretto a nascondere il sole, poichè c’è qualcuno da ricordare e bisogna farlo con rispetto, il rispetto di chi vuole ricordare un uomo che prima di essere un magistrato è stato uomo nel pieno senso della parola. Il suo nome è Paolo Borsellino e lui era palermitano. Mi sembra strano parlare di una persona al passato, forse poichè ritengo che la vita delle persone non abbia un tempo e, quindi, nessuna persona possa essere relegata ad un semplice passato. Il 19 gennaio 1940 nasceva a Palermo Paolo Borsellino, lo stesso uomo che il 19 luglio del 1992 conosceva l’ultimo dei suoi giorni terreni, per mano non certo della sua terra, ma per mano di quei potenti che non volevano che un magistrato che sapeva ormai troppo, continuasse a vivere a lungo. La squadra composta da Paolo Borsellino e da Giovanni Falcone aveva inferto il più duro colpo alla mafia, ma non per il motivo che molti pensano, non perchè fossero finiti dietro le sbarre Tizio e Caio, non per il maxiprocesso che ha visto saltare tante teste, no…. Il colpo peggiore che ha inferto è stato quello di sdoganare una volta e per sempre il concetto che la mafia fosse un fenomeno esclusivamente siciliano, scoprendo le carte di quei poteri politici che improvvisamente si sospettava fossero i reali capi dei capi. Ma questo gli è stato fatale, poichè, se da una parte un magistrato antimafia rappresentava per lo Stato un vanto per la lotta contro la mafia, dall’altra parte non ci si aspettava che quel lavoro continuasse così a lungo e così profondamente, tanto da riuscire a recare noia alle stesse persone che l’avrebbero dovuto proteggere…. ma, si sa, proteggere chi sta per scoprire che il colpevole e il mandante hanno la stessa mano, beh, non è certo un bell’affare…. E così, dopo che Palermo aveva pianto amaramente Giovanni Falcone, ecco che il 19 luglio la strage di via D’Amelio cancella definitivamente gli uomini del coraggio, gli uomini che avvolti in una nuvola di fumo delle loro sigarette e dei loro sorrisi, non avevano smesso di lottare e forse, cosa ancora più incomprensibile, non avevano smesso di crederci. Sembra assurdo vivere in un mondo in cui chi lotta contro il malaffare sia considerato un eroe, poichè il dovere civico di tutti sarebbe lo stesso, niente di più, niente di meno. Eppure il senso civico, il senso della vita, il rispetto e tutti gli altri sconosciuti del mondo, dovrebbero essere dentro ognuno di noi, ma questo noi non lo sappiano, sembriamo quasi averlo dimenticato. Noi sappiamo solo che negli anni quaranta c’era a Palermo un giovane ragazzo di nome Paolo che giocava a calcio con un giovane ragazzo di nome Giovanni. Lo stesso uomo che il 23 dicembre del 1968 sposò Agnese Piraino Leto, la donna che, fra tutte quelle conosciute per colpa di questa triste vicenda, io ho seguito con più passione. Poichè esistono coppie in cui l’amore è così pulito tanto da convivere a stretto braccio con sacrifici incomprensibili, con il terrore che il giorno dopo non ci si riveda e con il sublime sapore di quei momenti che il mondo comune conosce come normalità, sottovalutandola. Era proprio quel rispetto per il marito e per la vita a volte incomprensibile che conduceva, che faceva sì che non si lasciassero, anzi, che il loro legame si rafforzasse giorno per giorno. Quella stessa donna ha smesso di vivere dentro di sè lo stesso giorno in cui il marito è stato ucciso. Quella stessa donna si è spenta giorno dopo giorno. Quella stessa donna che io adesso immagino accanto all’amato marito da cui è stata separata con dolore e per troppo tempo. Oggi è il giorno del compleanno di Paolo Borsellino e per oggi il mio post finisce qui, ma lasciatemi solo dire che spero davvero che possa esistere un tempo in cui gli uomini saranno eroi nella loro vita, poichè gli eroi sono quelli che ogni giorno hanno la dignità e la consapevolezza di riuscire a chiamarsi uomini, davanti a tutti, a testa alta. Perchè, affinchè questo avvenga, non occorre che siate grandi magistrati o che siate ricchi fino al punto di potere creare impiego e prodotto, non importa che abbiate lussuose macchine o titoli nobiliari o lauree o pergamene senza valore. Voi potete essere anche l’ultimo degli uomini che sull’ultima delle biciclette attraversa una strada qualunque e se giurate a voi stessi di seguire sempre e in ogni contesto il bene civile, farete una promessa anche a tutto mondo, assicurando che ogni uomo, diventi a sua volta un altro piccolo eroe e credo che questo sia l’insegnamento più grande che Paolo Borsellino ci abbia lasciato. Oggi è un giorno importante. Oggi si parla di un uomo. Il suo nome era Paolo Borsellino e lui era palermitano. Grazie Paolo e scusa, a nome di tutti

“Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”

Paolo Borsellino

La stella Gisella – Favola

Hubble_heic0206jLa stella Gisella non aveva dubbi d’essere bella. Essa brillava di perfetta luce riflessa e tutto il mondo la stava a guardare. Nessuno sapeva perchè col sole in fronte fosse così bella, eppure esisteva quella parte del mondo che grazie al sole vedeva una stella. Ma un primo giorno d’inverno, Osvaldo cacciatore di stelle partì con catene ribelli per raggiungere Gisella e spegnere quella luce che la rendeva così bella.

Un bambino di nome Paolo nella casa al di là del lago, riconobbe quel carro e fuggendo scappò lontano. Non avrebbe permesso che Osvaldo catturasse Gisella, altrimenti quale notte sarebbe più stata bella? Era certo e senza paura. Aveva deciso. Il suo sogno sarebbe stato la cura. Fu così che trovata la nuvola più soffice, Paolo si addormentò trapunto di cielo e di vento. Sognò con tutto se stesso che sorretto dal vento e dal sole potesse trovare Gisella prima di Osvaldo il gran cacciatore.

Fulmini, saette, lampi nel cielo. Tutti ricordano in ogni dove quella magia che nel cielo fermò la rincorsa del carro di Osvaldo. Era bastato solo il sogno di un bambino. E ogni volta che guardi nel cielo Gisella, la stella più bella, non dimenticarti chi l’ha salvata e chiudendo gli occhi bramanti di sonno e di notte, rallegra il sorriso e impara a sognare poichè i sogni di bambini salvano il mondo

Una storia d’amore

Non esiste un solo uomo che non sia toccato dall’amore. Che l’abbia rinnegato, rincorso, ritrovato, a lungo desiderato, dimenticato, ognuno di noi ha ospitato l’amore  e ne può parlare. Poco importa conoscere se egli l’abbia ospitato nel cuore, fra le mani, nella testa o in ognuna delle sue notti sognanti. A volte internet è una scatola aperta che riversa fiumi di parole non dette, altre volte invece sublima il sentimento con la parola musicandolo con una melodia che ne enfatizza l’emozione, dandoci come risultato un piccolo momento nel tempo in cui anche noi ci sentiamo partecipi di quella storia. E’ così che ci ritroviamo come i protagonisti di questo video, in una danza delicata al di là del tempo e della realtà, impegnati in abbracci intoccabili, vorticosamente alla ricerca l’uno dell’alto fino a quell’unico momento in cui il disegno abbandona i colori chiari divenendo materia e si ha come l’impressione che le due persone finalmente si siano trovate, dopo essersi a lungo ricorse nei loro sogni. E così il cuore batte più forte e ti ritrovi a fare il tifo per una storia d’amore che forse esiste, che forse non è mai esistita, ma a te poco importa poichè ogni volta che l’amore sarà l’ispirazione di una creazione, là avrà comunque avuto luogo un sublime atto creativo e che voi siate profeti del nulla o ruffiani amanti di nuove emozioni, in quell’esatto momento avrete comunque trovato la vostra casa

FotoRacconti – Inizia una nuova avventura

1011252_10152263025028729_682835708_nSono passati ormai tanti anni da quelle prime foto che ritraevano i meravigliosi giardini di Villa Borghese, cullati dalla storia immortale della città Eterna. Erano gli anni in cui una rosa iniziava a essere immortalata dal mondo digitale a braccetto ancora con il rullino, gli anni in cui i giovani innamorati di tutto il mondo attraversavano Ponte Milvio per dichiararsi amore eterno attaccando un lucchetto con le loro iniziali. Gli anni in cui i sognatori erano prepotenti nel non arrendersi. E’ con queste prime foto che ho conosciuto il Fotografo Matteo Nardone, che è riuscito a trasformare una passione in una professione, lottando ogni giorno perchè i sogni vincessero e arrendendosi a quello che il cuore voleva, al di sopra di tutto il resto: rendere immortale ciò che già era immortale, cogliendone però un’essenza diversa, nuova, una prospettiva inusuale, distinguendo il suo obiettivo da tutti gli altri. Oggi le sue fotografie non dimenticano la bellezza dei fiori, delle strade, della vita di tutti i giorni da cui sono nate, ma hanno fatto un salto di qualità, abbracciando l’arte, il mondo teatrale, il cinema, gli eventi, diventando il pulito mestiere dell’arte. E’ da queste foto che mi è venuta l’idea di sposare le nostre passioni, la sua per la fotografia e la mia per la scrittura, dando vita a una nuova sezione del sito: i FotoRacconti. Sarà così che partendo da alcune delle sue fotografie, cercherò di ricamare a punta d’inchiostro un racconto immaginario, così che anche la fotografia trovi una piccola favola che l’attende al di là dell’istante da cui è nata per consegnarsi definitivamente ad una penna che non vuole altro se non rendergli omaggio

foto di Matteo Nardone

Il sublime incontro

10653714_10152745829668729_1913265862340488471_nSebbene il tempo si ostinasse a scorrere, egli si apprestava a sublimare tutti i giorni che, galoppanti di desideri, si erano affollati fino a quel presente tanto era stato atteso. Non trascorse oltre l’attimo di un istante che, incerto ed ebbro della passione di chi ha atteso un tempo indefinito, egli le fu accanto e, acceso di passione e vita, la strappò a ogni dolore. Le soffiò su ogni ferita e, bramante di desiderio, le offrì la rossa stanza del suo cuore. Lei pianse le ultime lacrime, stendendosi fra le pieghe di un cuore così ospitale e così a lungo atteso e non appena raggiunse il battito più nascosto, tremò anch’ella di desiderio e di attesa. Non aveva sognato invano. Non aveva perso la speranza e, cosa non ultima in valore, non aveva dimenticato il suo nome… e fu quello il nome con cui egli la trovò. Nessun canto superò mai l’estasi e la passione di ciò che , divina unione consacrò in amore e che nei secoli che seguirono tutti ricordarono in ogni dove, narrando fra secoli e parole l’estasi sublime della loro storia d’amore

Foto di Matteo Nardone 

Polvere di stelle

Pleiades_largeOgni atomo nel tuo corpo viene da una stella che è esplosa. E gli atomi nella tua mano sinistra vengono probabilmente da una stella differente da quella corrispondente alla tua mano destra. È la cosa più poetica che conosco della fisica: tu sei polvere di stelle
Lawrence Maxwell Krauss

William Shakespeare insegna ad Amare

ShakespeareWilliam Shakespeare non ha bisogno di presentazioni, ma il sonetto 116 rappresenta il lasciapassare per l’eternità, cavalcando tutti i tempi che da passati diventano attuali per lasciare spazio a quelli futuri, quelli moderni, gli stessi tempi in cui, ancora, il sonetto 116 sarebbe attualissimo. Anche oggi, nel tempo dell’amore sui social network, sarebbe attuale e sublime confessione d’amore fra una chat di Facebook e un romantico cinguettio su Twitter. Rinfrescare la memoria sentimentale non fa mai male, così da ricordarci che non esiste amore che venga scoraggiato dal corso indeciso del destino, così come non esiste amore che sia soggetto al tempo, al suo scorrere, al suo indeciso percorso, anzi, tutt’altro. L’amore vince sul tempo, sulla lontananza e perfino sull’assenza, sulla privazione. Esso si alimenta anche negli ostacoli che vorrebbero fare allontanare due persone, senza sapere che in realtà le avvicinano sempre di più. Ma questi ragionamenti, si sa, non sono degni che di un grande amore, perchè un amore che non è tale, svilisce, si spegne, si consuma con la sua stessa fiamma, dimenticando se stesso fra la suancenere bagnata. L’amore vero impavido resiste al giorno estremo del giudizio perchè è questo che accade alla fine di ogni giorno: le parole si dimenticano, le lettere vengono riposte nei cassetti, il mondo rallenta e silenzioso il cuore inizia il suo canto. E lì non puoi mentire, neppure a te stesso. Ma questi sono ragionamenti romantici di chi si ostina a credere che Amore è un faro sempre fisso che sovrasta la tempesta e non vacilla mai. E allora cerchi di girarti e rigirarti nel letto e confondi le stelle con le luci della città e tutto sembra avere una luce nuova, meno confusa, quasi brillante e hai fiducia nel tempo poichè Amore non muta in poche ore o settimane e confidi e sai che il canto del cuore è sublime e arriva sempre dove è atteso e gentile scosta regioni, chilometri e persone, percorrendo spazi interminabili, intere regioni,  distruggendo barriere e ostacoli per giungere là nei sogni che lo attendono da un tempo indefinito. Perchè la verità è che il mondo perde minuti infiniti in ridicole ripicche, parole che feriscono, ingegnandosi a creare ostacoli, a riportare mezze verità, ma pochi sanno che la vita vince sempre e con la vita vince l’amore, su tutto. Sempre che siate d’accordo… Sempre che crediate ancora nella bellezza delle stelle, nel silenzio della notte, nel ruffiano corteggiare delle prime albe d’inverno… Ma Se questo è errore e mi sarà provato, io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato

Non sia mai ch’io ponga impedimenti
all’unione di anime fedeli; Amore non è Amore
se muta quando scopre un mutamento
o tende a svanire quando l’altro s’allontana.
Oh no! Amore è un faro sempre fisso
che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;
è la stella-guida di ogni sperduta barca,
il cui valore è sconosciuto, benché nota la distanza.
Amore non è soggetto al Tempo, pur se rosee labbra e gote
dovran cadere sotto la sua curva lama;
Amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio:
se questo è errore e mi sarà provato,
io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato.

William Shakespeare

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